Art 18 cancellato dal senato?
Servizio del 09/03/2010 - Le nuove norme sul lavoro approvate dal senato nei giorni scorsi introducono la possibilità di ricorso all’arbitrato nella risoluzione delle controversie di lavoro.
In pratica, il datore di lavoro, all’atto dell’assunzione, può vincolare il proprio dipendenti a ricorrere, in caso di controversie, non al giudice del lavoro, ma a un arbitro. Può essere un professionista del settore, per esempio un consulente del lavoro, che potrà dirimere la controversia bypassando le norme vigenti e il contratto di lavoro, ma rifacendosi a principi generali di equità .
Opposizioni e sindacati sono insorti: la norma è vista come un tentativo di aggirare l’articolo 18 dello statuto dei lavoratori, che impedisce il licenziamento di un dipendente quando non vi sia una giusta causa.
In realtà , può avere un impatto anche più ampio: negli ambienti di lavoro le controversie possono riguardare anche temi più quotidiani, ferie, retribuzioni, carriera. Per il ministro del lavoro Sacconi il ricorso all’arbitrato rappresenta una opportunità in più per i lavoratori. Per sindacati e opposizione il rischio è che il ricorso all’arbitro - invece che al giudice - indebolisca di fatto la posizione del lavoratore. Lo renda più debole e ricattabile, come dice CGIL, soprattutto in tempi come quelli che stiamo vivendo in cui i l lavoro è una merce sempre più rara.
Torna alle news Invia ad un amico Condividi |
|