Riforma università : il sì del Senato
Servizio del 30/07/2010 - E’ stata approvata dal senato la legge Gelmini di riforma dell’Università , che ora dovrà essere discussa dalla camera dei deputati per l’approvazione definitiva. La riforma modifica il sistema dei concorsi per docenti ordinari e associati, riforma il sistema di reclutamento dei ricercatori, cambia il sistema di assegnazione dei fondi per la ricerca. Non riduce però da 70 a 65 il limite di pensionamento per i professori ordinari. Per diventare docente ordinario o associato, si dovrà ottenere una abilitazione attraverso un concorso nazionale: le singole università non potranno più bandire concorsi autonomamente. I ricercatori verranno invece reclutati attraverso contratti triennali o quinquennali, al termine dei quali il ricercatore considerato valido potrà essere confermato come docente associato. I fondi - un capitale di circa 1 miliardo di euro - verranno assegnati da commissioni – per un terzo formate da docenti stranieri - che dovranno valutare la qualità scientifica dei diversi progetti di ricerca candidati a finanziamento. Le prime critiche al DDL vengono proprio dai ricercatori: la riforma Gelmini – dicono - viene dopo una serie di tagli al sistema degli atenei praticati con le leggi finanziarie. Si pone un obiettivo impossibile da raggiungere: riformare l’Università senza investimenti adeguati. D’altra parte, non garantisce quel turn over del personale scientifico necessario per determinare un vero ricambio generazionale negli atenei.
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